• Sicurezza Stradale, Lentino (BastaUnAttimo): “Ancora stragi nel week-end, nuovo Parlamento risolva il problema. Dovere morale salvare giovani vite”

    Roma – “Altre quattro giovani vite spezzate a Carrara, al rientro da un locale. Spero in una maggiore sensibilità politica da parte di questo Parlamento, e del prossimo Governo, affinché si risolva definitivamente il problema della sicurezza stradale”. Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa anche da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani, commentando l’incidente stradale avvenuto nella notte a Carrara.

    “Il mio appello alla politica – prosegue il Portavoce di BastaUnAttimo – è sempre lo stesso: Non fate finta di niente, mettete in campo tutti gli strumenti per risolvere definitivamente il problema, che è principalmente culturale. Abbiamo il dovere morale di salvare giovani vite”.

    “Sono indispensabili maggiori sinergie tra le Istituzioni,  ma soprattutto serve intervenire nella formazione – aggiunge – portando i giovani ad una maggiore consapevolezza dei pericoli che la strada può riservare. Quei giovani che, ancora oggi, continuano a rappresentare la fascia più colpita”.

    “Dobbiamo coinvolgere il mondo della scuola, serve introdurre corsi di educazione stradale già nei primi anni dell’istruzione obbligatoria, senza tralasciare tutto ciò che va fatto per portare ad una maggiore percezione del controllo, un maggiore pattugliamento stradale. Parlamento e Governo – conclude il Portavoce di BastaUnAttimo – ragionino sull’introduzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale, a nostro avviso uno strumento necessario”.

  • Il lavoro tradito

    Tra qualche giorno, in uscita per Academ Editore, il mio nuovo libro “Il lavoro tradito. I numeri drammatici dell’occupazione giovanile e qualche idea per la nuova politica“.

    Qualche anticipazione ….

    Quello che sembra un dato positivo del lavoro nasconde invero una realtà più complessa e articolata. Infatti, se è vero che le ultime rilevazioni dell’ISTAT segnalano un aumento in un anno di 156 mila occupati, purtroppo sono ancora i contratti a tempo a fare da traino (+409 mila). E nei contratti a tempo quante situazioni precarie e quanti voucher si nascondono? Una tipologia d’impiego difficilmente qualificabile come dignitosa. Si pensi che, addirittura, solo nel 2016 coloro che sono stati impiegati attraverso i “voucher” hanno lavorato per un totale di 1.770.554 giornate.

    Invece, quello che sembra un dato negativo forse non lo è completamente.  Infatti, l’aumento della disoccupazione, arrivato a gennaio all’11,1%, in realtà comprende coloro che finora avevano completamente smesso di cercare un lavoro e che oggi, invece, ricominciano a cercarlo. E i giovani? Sembrerebbero più presenti nel mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione che, in valore assoluto, scende al 31,5%, ma la “qualità” del lavoro lascia ancora a desiderare, nonostante le dichiarazioni entusiastiche di questi ultimi mesi, essendo anche – anche in questo caso – in prevalenza i contratti a termine. Aumentano, invece, di 37 mila le donne che lavorano toccando un tasso di occupazione che arriva al 49,3%. Ancora sempre troppo basso rispetto al resto d’Europa e a paesi come Germania o Francia dove si aggira intorno al 70%.

  • TURISMO \ LENTINO, “SE I PARTITI MANTERRANNO LE PROMESSE RIAVREMO UN MINISTERO. ENIT DA RIFORMARE, COSÌ NON FUNZIONA”.

    Roma – “Dopo le elezioni politiche del 2018 avremo un Ministero del Turismo, questo se verranno mantenute le promesse ed i programmi elettorali della maggioranza delle forze politiche in campo. Penso sia un’importante risultato dell’iniziativa di oggi, avere finalmente un po’ di chiarezza”. Lo afferma Carmelo Lentino, Presidente di Meraviglia Italiana e Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, a margine dell’iniziativa “Turismo Italia”, organizzata da Federturismo-Confindustria.

    “Dobbiamo promuovere il “Sistema Italia”, mentre oggi, nelle fiere internazionali, troviamo le più piccole realtà della nostra penisola. Le risorse andrebbero impiegate in modo diverso, con più lungimiranza. Anche per questo, oltre al Ministero del Turismo – ha aggiunto Lentino – va modificato il Titolo V della Costituzione, per tornare alla legislazione concorrente tra Stato e Regioni/Province Autonome, va riformato l’ENIT che ha dimostrato, nei fatti, di non funzionare e vanno fatti interventi su fiscalità e tassazione. Il turismo non può ripartire in modo serio se non si realizza un Piano Industriale e se non si investe seriamente in formazione”.

  • “Non lasciate che gli altri decidano per voi”

    Care ragazze, cari ragazzi,

    nei giorni scorsi, a Otto e Mezzo, su La7, ho visto l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto e sono rimasto, ancora una volta, colpito da quel 47% di under 25 che non sarebbe intenzionato a recarsi alle urne in occasione delle prossime elezioni politiche.

    Questo dato merita una riflessione anche se penso di poter comprendere le ragioni che portano ad un “sentimento” di disaffezione. Orami già qualche anno fa, in seguito ad alcuni studi che abbiamo fatto condurre da istituti di ricerca, ho capito che i giovani partecipano dove gli viene data reale opportunità di farlo, ma in particolare dove comprendono che la loro partecipazione porta ad un risultato concreto. Da questo deriva anche l’importante coinvolgimento dei giovani all’interno delle associazioni.

    Le nuove generazioni cercano il riconoscimento del merito, non scorciatoie. Cercano opportunità.

    Di battaglie, in questi anni, ne sono state fatte tante in questa direzione, con risultati alterni ma un dato certo. I giovani hanno cercato, sempre, di affermare la loro presenza il loro impegno, le loro idee, le loro proposte. Non sempre sono stati ascoltati.

    In alcuni casi hanno potuto partecipare a percorsi di cittadinanza attiva, in altri casi sono stati i protagonisti di percorsi di dialogo strutturato. Ma questo, lo so, non basta. C’è molto altro da fare.

    Un bell’esempio di cittadinanza attiva è quello del Forum Nazionale dei Giovani, ed è anche per questa esperienza – per quello che in tanti anni, con tantissime associazioni e migliaia di giovani, siamo riusciti a fare –  che mi piace, ancora una volta, mettere in relazione la partecipazione con l’associazionismo.

    Ho sempre creduto nell’importanza dell’associazionismo, soprattutto di quello giovanile. Ci ho investito (come hanno fatto tanti altri ragazzi e ragazze) gran parte delle mie energie e del mio tempo libero, perché associazionismo e terzo settore sono importanti, molto importanti.

    Il mondo si cambia anche e soprattuto dal basso, non solo dall’interno delle Istituzioni. Ma il livello istituzionale è essenziale in una democrazia. Vi dico questo, perché non si possono scindere le due cose.

    L’associazionismo è importantissimo, fondamentale per il nostro Paese, e spesso le associazioni sono composte prevalentemente da giovani. Una generazione che, in larga parte, è delusa dalla politica e difficilmente tende a farsi coinvolgere. Ma dovete essere voi ad invertire questa tendenza, ad occuparvi direttamente di politica nell’accezione più alta e importante del termine.

    Non fatevi sconfortare. Non andare a votare è la cosa più sbagliata che possiate fare.

    A voi rivolgo un forte appello: partecipate, perché siete voi a dover determinare il vostro futuro, non lasciate che gli altri decidano per voi.

    È vero che negli ultimi decenni hanno fortemente condizionato, in senso negativo, il vostro (nostro) futuro ma siamo accora in tempo a cambiare le cose. E l’approccio fondamentale è quello di non delegare ad altri la scelta, cosa che fareste decidendo di non esercitare il vostro diritto-dovere di voto.

    Il 4 marzo, anche voi, provate a smentire l’affermazione che l’Italia “non è un Paese per giovani”.

  • Lo sviluppo del Turismo, precondizione per lo sviluppo dell’Italia

    Secondo la previsione tracciata da Euromonitor International e ripresa poi dal World Travel and Tourism Council nella sua analisi sull’overtourism, nel 2020 le prime 20 destinazioni internazionali movimenteranno più turisti che tutte le altre mete del mondo messe insieme. Come recentemente riportato anche in un articolo di TTG Italia, i primi 10 Paesi più visitati (l’Italia è al 5° posto) genereranno flussi aggiuntivi per 70 milioni di arrivi, rispetto allo stesso periodo del 2016. Il nostro Paese, in particolare, secondo le stime toccherà quota 59 milioni, 6 in più rispetto allo scorso anno. Ma l’Italia è pronta ad accoglierli?

    Quello del Turismo, come viene ricordato cifre alla mano, è un settore che in Italia conta il 10,3% sul Pil; che dà lavoro a 2,7 milioni di persone; e che potrebbe valere senza troppi sforzi e senza tante chiacchiere il 20%, determinando oltre 5 milioni di occupati.

    Purtroppo non tutti si sono accorti della sua importanza strategica, per non dire del suo ruolo fondamentale per l’economia, il lavoro, la crescita e lo sviluppo del Sistema-Paese.

    Si pensi che nell’ultima legislatura, la parola turismo è apparsa solo 10 volte negli emendamenti, e sovente in provvedimenti per così dire “laterali”, legati per esempio ai Beni culturali con i quali il turismo non a caso condivide lo stesso Ministero (il che la dice tutta). È rimasta poi memorabile, la scriteriata considerazione che “non si vive di solo turismo”. Ed ecco così spiegata la lunga e mortificante situazione di stallo e di regresso nelle politiche del Turismo italiane (complici l’abolizione del Ministero e la riforma del Titolo V della Costituzione che ha, di fatto, trasferito le competenze alle Regioni).

    Che invece sul Turismo si giochi la vera scommessa della rinascita italiana, che dal Turismo occorra necessariamente ricominciare per invertire la rotta e risalire la china (nel 1970 l’Italia era la prima meta internazionale per flussi turistici; oggi è quinta dietro Francia, USA, Spagna e Cina) è un dato che nessuno può più contestare o tralasciare.

    È dunque sul Turismo che bisogna lavorare, dandogli giusta centralità e priorità politica costruendo intanto e subito, le condizioni normative, di legge, fiscali, operative, formative, perché il Turismo possa crescere e decollare. Risorse umane, scuole di formazione, stimolo all’industria culturale, comunicazione, ma soprattutto spinta al turismo scolastico, sociale, sportivo e giovanile che è stato lasciato a sé stesso per troppo tempo. Ecco i capisaldi dell’attesa e non più rinviabile “rivoluzione” del settore, che non può prescindere da un coordinamento politico e istituzionale, un coordinamento che passa necessariamente anche dal ritorno ad un Ministero del Turismo (o dei turismi, perché il turismo non è solo quello culturale). La questione, comunque, non è solo specifica. E’ anche generale… Il turismo deve essere finalmente e intelligentemente visto come il futuro settore trainante anche dagli italiani, all’interno del Paese. Come la vera strada per far crescere l’economia italiana, ma pure per migliorare la qualità di vita, la quotidianità degli italiani stessi. Direi di più: non basta che il turismo venga sviluppato in sé, deve diventare volano e moltiplicatore per gli altri settori, una sorta di piattaforma su cui costruire e sviluppare sinergicamente il resto.

    Speriamo lo capisca anche la politica.

  • SICUREZZA STRADALE \ LENTINO (BASTAUNATTIMO), “Il 2018 SI APRE NEL PEGGIORE DEI MODI”

    Appello alla politica: “Non fate finta di niente, mettete in campo tutti gli strumenti per risolvere definitivamente il problema. Formazione, controllo e coordinamento le parole chiave”.

    Roma – “Purtroppo ancora un bilancio di sangue, il 2018 si apre nel peggiore dei modi per la sicurezza stradale, e temo che i cinque morti ed i sei feriti di cui abbiamo notizia non rappresentino il dato definitivo della notte di San Silvestro”. Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa anche da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.

    “Alle Istituzioni e alla politica – prosegue il Portavoce di BastaUnAttimo – mi sento di fare un appello. Non fate finta di niente, mettete in campo tutti gli strumenti per risolvere definitivamente il problema, che è principalmente culturale”.

    “Servono maggiori sinergie tra le Istituzioni, un maggiore coordinamento, serve intervenire nella formazione – aggiunge Lentino – portando i giovani ad una maggiore consapevolezza dei pericoli che la strada può riservare. Giovani che continuano a rappresentare la fascia più colpita”.

    “Senza l’affermazione della cultura del rispetto delle regole, anche alla guida – prosegue – ogni sforzo sarà inutile”.

    “Formazione, controllo e coordinamento devono essere le parole chiave del 2018 – conclude il Portavoce di BastaUnAttimo – dove per formazione si intende l’introduzione di corsi di educazione stradale già nei primi anni dell’istruzione obbligatoria, per controllo si intende una maggiore percezione della presenza delle forze dell’ordine ed un maggiore pattugliamento stradale (non sono sufficienti solo tutor ed autovelox) e per coordinamento si intende l’introduzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale”.

  • Incentivare i giovani a restare in Italia, per dare un futuro migliore a questo Paese

    L’indimenticabile Massimo Troisi nel film “Ricomincio da tre” rispondeva durante un viaggio a chi cortesemente gli chiedeva se fosse per caso un emigrante:  “Ma perché, un napoletano non può viaggiare, può solo emigrare?”

    Trent’anni dopo ad emigrare non sono solo i meridionali: la Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Non più con una valigia di cartone, ma con l’iPad, personal computer e magari con una laurea in tasca, giovani di un po’ tutte le regioni italiane, lasciano il nostro Paese in cerca di un futuro e di un lavoro dignitoso.

    Dal rapporto 2017 “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, emerge che da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) per solo espatrio sono state 124.076 (+16,547 rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva visto un incremento del 15,4%), di cui il 55,5% (68.909) sono maschi. Oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia alla volta dell’estero nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%).

    Questi sono dati che dovrebbero far riflettere la politica e non solo in questo periodo di campagna elettorale. Sono dati a cui non possiamo assistere silenti, perché far passare il concetto che è meglio “scappare” altrove è qualcosa di profondamente ingiusto e sbagliato.

    Mi fa rabbia pensare che un’intera generazione sia stata condannata a non avere un futuro, mi fa rabbia pensare che questo Paese non possa offrire opportunità stabili di crescita e di riscatto, mi fa rabbia pensare che qualcuno “ha deciso” che, a distanza di decenni dalla prima emigrazione, l’unica soluzione sia quella di fare la valigia ed andare altrove, facendo tornare di moda l’Australia, gli Stati Uniti, i Paesi del nord Europa, ma soprattutto il Regno Unito che, nonostante la Brexit, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni della nuova emigrazione.

    Mi fa rabbia, perché andare via vuol dire arrendersi e la nostra (la mia) generazione non si può arrendere, ma deve reagire.

    È anche per questo che leggere, anche su autorevoli testate giornalistiche, inviti neppure troppo velati a lasciare il nostro Paese mi stupisce, ma forse neanche troppo, e mi fa tornare alla mente la lettera che nel 2009 Pierluigi Celli scrisse al figlio, dal titolo “Figlio mio, lascia questo Paese”.

    Se il tasso di disoccupazione giovanile è più alto di quello della popolazione adulta è anche, perché i giovani sono vittime di scelte politiche poco lungimiranti, o meglio di decisioni mai prese, rinviate per troppo tempo, scelte spesso esclusivamente demagogiche, che hanno avuto come effetto principale solo quello di far sì che i giovani italiani neo assunti siano i meno retribuiti e i meno garantiti.

    Qualche anno fa, con molte concrete iniziative promosse dal Forum Nazionale dei Giovani, abbiamo cercato di far comprendere che lunghi periodi di disoccupazione e inattività, soprattutto sul versante della formazione, possono lasciare in chi è oggi giovane, profonde cicatrici, ovvero ridurre nel futuro i suoi livelli di reddito, la validità di competenze, l’occupabilità e anche lo stato di felicità e salute. Tutto questo crea ulteriore scoraggiamento, mancanza di voglia di impegnarsi nello studio e, sempre più spesso, il relativo rifugio in una realtà virtuale, nei social network, che isolano i ragazzi ancora di più dal resto del mondo e dai concreti impegni quotidiani.

    Il compito più impegnativo oggi è dunque quello di riuscire ad aiutare i giovani a ritrovare fiducia e speranza nel futuro. Non è facile, se la disoccupazione è così elevata. La classe politica che ha governato nell’ultimo ventennio ha rubato alla mia generazione un futuro di cui i giovani devono cercare ora di riappropriarsi, attraverso una profonda (auto)riforma della stessa politica.

    Serve che la politica, come diceva Alcide De Gasperi (che mi piace ricordare a 70 anni dall’approvazione ed entrata in vigore della nostra Costituzione), guardi alle prossime generazioni e non solo alle prossime elezioni. Serve che la prossima legislatura sia una legislatura “costituente” per riformare il Paese, dando un netto taglio a privilegi, clientelismi e baronie.

    E allora in questo Paese si dovrebbe parlare molto di più di ricerca, perché la “fuga” dei cervelli resta il fenomeno migratorio simbolo. Mi sembra impossibile che non ci siano risorse per finanziarla, in modo dignitoso, garantendo assegni di ricerca che possano consentire il giusto sostentamento a chi è impegnato in questo ambito che tanti risultati ci ha garantito negli anni.

    Se vogliamo garantire un futuro a questo Paese, i giovani vanno concretamente persuasi a restare, vanno convinti che nella nostra Italia, che si conferma fra i Paesi al mondo con il più elevato tasso di anzianità, c’è ancora spazio per riconoscere e premiare la “meritocrazia”. Abbiamo professionalità che il mondo ci invidia, anzi si prende, e noi facciamo poco o nulla per trattenerle.

  • SICUREZZA – INCIDENTI STRADALI \ LENTINO (BASTAUNATTIMO), “INCIDENTI DURANTE LE FESTE, SERVE MAGGIORE FORMAZIONE E CONTROLLO DELLE STRADE”.

    Trento – “Ancora un fine settimana di incidenti durante queste festività natalizie che non fa, in alcun modo, ben sperare”. Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa anche da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.

    “Le istituzioni – prosegue il Portavoce di BastaUnAttimo – devono capire che servono maggiori sinergie, collaborazioni a tutto tondo, per porre fine ad un fenomeno che, statisticamente, ogni giorno, causa oltre 10 morti sulle strade”.

    “E invece – aggiunge – siamo difronte ad atteggiamenti ondivaghi, dove agli annunci si susseguono marce indietro. Si veda, ad esempio, quanto accaduto per la stretta all’uso dei cellulari”.

    “Serve maggiore formazione – prosegue – in particolare verso i giovani, che continuano ad essere la fascia più colpita ed è per questo che si deve lavorare per far comprendere, fino in fondo, i rischi di una guida contraria al rispetto delle regole – aggiunge Lentino – altrimenti è evidente che ogni sforzo sarà inutile”.

    “Questo è un tema serio, il problema è principalmente culturale e sull’educazione dobbiamo lavorare, partendo sin dai primi anni dell’istruzione obbligatoria. Serve – conclude il Portavoce di BastaUnAttimo – investire per aumentare i controlli sulle strade ed il coordinamento tra le forze di polizia. Anche su questo devono intervenire il Governo è il Parlamento, ed ancora una volta li invito a dotare questo Paese di un’Agenzia Nazionale sulla Sicurezza Stradale. Una struttura che, tra le varie cose, si occupi anche del coordinamento tra tutte le Istituzioni e gli operatori del settore”.

  • Sorriso

    Auguri di Buon Natale! 🎄

    Regalare un sorriso non costa nulla, ma vale veramente molto.

    Carmelo

  • Cerimonia di consegna del Premio nazionale “Aldo Franco Pessina”

    Nel magnifico scenario della Biblioteca Vallicelliana a Roma, tra le architetture del Borromini e lo “spirito” di San Filippo Neri, in un pomeriggio di particolare entusiasmo ed adeguata solennità, è stata celebrata la III edizione del Premio Nazionale “Aldo Franco Pessina”: significativa iniziativa dell’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, intestata al suo leggendario fondatore, con i riconoscimenti andati a personalità della cultura, delle professioni e del mondo del turismo italiano. La cerimonia si è aperta con gli interventi del Presidente nazionale AIG, Filippo Capellupo e del Segretario nazionale Carmelo Lentino. Ha moderato il giornalista Roberto Messina, responsabile della Comunicazione di AIG e curatore del libro “La Via degli Ostelli” (Rubbettino) dedicato a vita e pensiero di Pessina, che li ha brevemente ripercorsi sottolineandone l’eccezionalità e lo spessore. Vi hanno preso parte varie personalità del mondo politico, civile, religioso, culturale e professionale italiano. Il 19 dicembre del 1945, esattamente, dunque, settantadue anni fa, nasceva A.I.G. per iniziativa di Aldo Franco Pessina, spinto dal desiderio incontenibile di poter contribuire a risolvere una grande necessità giovanile del tempo: la mobilità, il viaggio, l’incontro, lo spostamento. Da allora, gli Ostelli italiani si sono ricavati il loro precipuo ruolo e si sono poi ampiamente diffusi e strutturati. Per ricordare e celebrare l’anniversario, ecco quindi il “Pessina” andato per rispettivi meriti e soprattutto per condivisione di spirito e ideali di AIG a: Gianni Vittorio Armani, presidente di Anas; Gianfranco Battisti, Presidente di Federturismo; Cesare Cavoni, giornalista e conduttore di TgTg su Tv2000; Paolo Giulierini, direttore del MANN – Museo Archeologico Nazionale Napoli; Aldo Fittante avvocato e docente universitario; Annalisa Manduca, giornalista di Radiouno; Paolo Mazzanti, direttore dell’Agenzia giornalistica Askanews; Maria Cristina Pisani, portavoce Forum Nazionale Giovani, per chiudere con Anita Baldi, già segretario nazionale e poi presidente nazionale uscente di AIG. A.I.G., Ente Morale, Assistenziale, a carattere nazionale e senza finalità di lucro, è impegnata a valorizzare il turismo in Italia quale mezzo insostituibile per la promozione sociale e l’affermazione dei sentimenti universali di pace e solidarietà. Ultimamente ha rilanciato con decisione il suo impegno culturale e sociale, a cominciare dal progetto dei Laboratori culturali, e sottoscritto importanti Protocolli di Intesa con vari Enti. Ha dato altresì vita, assieme all’AICS, all’iniziativa “Accoglienza Solidale”, voluta per far fronte all’emergenza umanitaria in atto in Italia, con una risposta concreta ed esemplare per l’ospitalità e l’integrazione dei profughi provenienti da aree di guerra o di grave disagio sociale. Il Premio “Aldo Franco Pessina” (che è stato deciso verrà celebrato d’ora in poi una volta l’anno) allora, come un prezioso appuntamento per riflettere sull’impegno, il ruolo, il significato stesso di A.I.G. stessa; ma anche per “festeggiare” chi in questi anni ha “fatto” l’A.I.G. contribuendo al suo sviluppo ed alla sua crescita; chi in un modo o nell’altro, è stato “vicino” all’Associazione; e infine chi si è applicato con particolare impegno in attività e iniziative vicine ai valori di A.I.G.: l’accoglienza, la collaborazione, la cultura, le arti, le professioni, e naturalmente il turismo giovanile, scolastico, sociale e “consapevole”.

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